Politiche attive: il Programma GOL sbarca a Milano

Come abbiamo già visto anche in un articolo precedente (Politiche attive e Programma GOL ) il Programma GOL costituisce uno dei due strumenti principali con cui il PNRR intende contribuire ad affrontare il problema occupazionale riducendo il mis-match attuale. L’altro intervento riguarda il mondo della Formazione.
Si parla di cifre decisamente importanti, complessivamente pari a 4,9 miliardi . Solo nella seconda metà di questo 2022, un centinaio di milioni di Euro aggiuntivi saranno a disposizione dei Centri per l’Impiego e delle Agenzie per il Lavoro lombarde per incentivare il collocamento di tutte le tipologie di lavoratori disoccupati (lavoratrici e giovani in primis) con l’obiettivo esplicito di collocare quasi 70.000 nuovi collocamenti ( quasi 4 volte il ritmo abituale annuo), i CPI saranno potenziati (300 nuovi dipendenti nella Città metropolitana quest’anno), si parla di aprire a Milano uno Sportello in ogni municipio ma anche in altri ambienti di grande frequentazione (in Comune si pensa ai Centri commerciali). Si prospetta un gran movimento, quindi, su questo fronte: come si stia attivando in tal senso la Pubblica Amministrazione a Milano è stato spiegato nel convegno organizzato mercoledì scorso dalla Città metropolitana, la cui registrazione youtube è disponibile al link 13 aprile: Convegno "PNRR per il lavoro e l'occupazione nei territori della Città metropolitana" - YouTube .
Tutto risolto, dunque, per chi oggi è precario o disoccupato? E quindi vengono meno le ragioni per cui fondammo ReAgire? Sarebbe illusorio pensarlo.
Certamente passi avanti saranno fatti ed è ovviamente bene che i CPI potenzino i propri servizi attuali articolandosi nel territorio, soprattutto a Milano. Non avremmo proposto ad Afol di condividere la sperimentazione di un progetto di Politiche attive inclusive se non fossimo tra i primi tifosi in tal senso. E, analogamente, se le ben 250 Agenzie per il lavoro operanti in Lombardia avranno ulteriori incentivi economici oltre a quelli che già oggi ricevono dalla Regione su fondi europei potranno aumentare il loro fatturato e quindi anche l’organizzazione dedicata, benefici se ne riscontreranno. Ma l’esperienza ci rende facili profeti nel pensare che ciò non sarà purtroppo sufficiente ad affrontare il grande nodo del mercato del lavoro lombardo, pur emerso nel convegno sopra citato: la difficoltà di matching per tutti coloro che sono meno competitivi nei processi di selezione del personale perchè “asincroni” rispetto all’evoluzione della domanda di lavoro determinata da un’economia in continuo cambiamento e poco incline alla stabilità. Come rintracciarli e quindi accompagnarli verso un reinserimento lavorativo vero e proprio, da parte di un sistema pubblico che - seppure rinforzato - certo non gode di grande fiducia, gravato da lacci e lacciuoli, caratterizzato da una diffusa mentalità autoreferenziale e da regole interne quindi poco finalizzabile all’unica regola di mettere sempre “la persona al centro”?
Una domanda per cui abbiamo maturato risposte cui dedicheremo ulteriori articoli e, soprattutto, un’iniziativa pubblica destinata a caratterizzare quest’anno la primavera di ReAgire. In questa sede mi sembra utile comunque richiamare due aspetti, caratteristici della nostra esperienza: 1) Non è un caso che ReAgire non sia nata solo per organizzare servizi o come un gruppo di auto-mutuo-aiuto, ma anzitutto per rivolgersi a chi già sta lavorando o è pensionato formulando loro una proposta di coinvolgimento solidale per accompagnare chi sta cercando lavoro. E’ partendo da quest’impostazione che, come una naturale conseguenza, abbiamo incentrato la nostra attenzione su persone - dalle caratteristiche professionali e sociali più diverse - unite dal fatto che debbono diventare più competitive nella ricerca del proprio lavoro, cercando anzitutto di stabilire una relazione nei loro confronti. Per questo abbiamo messo a punto e sperimentato negli anni un’attività di servizi complessa come MyJob Laboratorio. 2) Per lo stesso motivo, per favorire l’alleanza sociale intorno a questo tema e alla soluzione di tali bisogni, stiamo ora lanciando MyJob Community. Uno strumento teso a favorire la relazione anche a distanza nel contesto sociale, che integrerà l’attività di MJL per aiutare a finalizzarla. Quando sarà compreso appieno e adeguatamente partecipato dai soggetti più diversi purchè interessati a quest’obiettivo comune - indipendentemente dall’adesione o meno a ReAgire - ne emergerà tutta la sua importanza. La dimensione della relazione - tra persone di condizione diversa, tra realtà sociali differenti, nel territorio, in una logica solidale, per tutto il tempo necessario - è l’ingrediente specifico che caratterizza la proposta di ReAgire e motiva le nostre attività di servizio. Sarà sempre utile se non necessaria, anche nel caso di un intervento pubblico nelle Politiche attive più strutturato e diffuso.

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Di grande interesse per rendersi conto del complesso di attività che prevede l’applicazione del Programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) in Lombardia è la delibera regionale di attuazione , che riportiamo qui in allegato sia nella sua forma estesa che in forma sintetica attraverso slides di presentazione.
DGR_6006_PAR_GOL__Regione_Lombardia[1].pdf (1,9 MB)

220322_PP_GOL[73]__-__Sola_lettura[1].pptx (450,4 KB)

Leggendo questi materiali è possibile rendersi conto con sufficiente chiarezza degli obiettivi su cui verrà costruito il sistema pubblico/privato di collocamento ampliando significativamente le risorse a disposizione del precedente sistema regionale. Nessuna analisi critica delle attuali logiche della “presa in carico” pur in un quadro in cui emerge con chiarezza la percezione che per una parte significativa di lombardi in cerca di lavoro l’attuale offerta di servizi non è efficace; comunque non sembra attrattiva. Solo che la risposta a questa rinnovata consapevolezza non porta ad approfondirne le ragioni profonde ma sembra ridursi ad un grande attivismo organizzativo, giustificato dal meccanismo “ansiogeno” su cui si basano i finanziamenti del PNRR. Di qui la grande enfasi riservata alla moltiplicazione degli sportelli e dei punti informativi. Un ambito nel quale, insieme alla “cura” dei fragili, secondo una logica “antica” dei rapporti tra la PA e Privato sociale viene paradossalmente relegata l’alleanza con il Terzo Settore.

Cambiano i criteri di valutazione delle attività previste dai Centri per l’Impiego

Programma GOL - Cambiano i criteri di valutazione delle attività dei CPI.pdf (709,3 KB)